La nascita del complesso denominato villa Benzi Zecchini trova le sue origini storiche a metà del secolo XVI, quando la famiglia veneziana dei Girardi, di provenienza bergamasca, decise di investire i propri capitali frutto di operazioni mercantili, nell’entroterra della Marca Trevigiana.

Dall’iniziale acquisto di “campi dusentonovatrè” come da atti notarili del 1555 si passò, nell’arco di un secolo, all’accumulazione di quasi due terzi dei fondi situati in Caerano attuando nel contempo una grande opera di ristrutturazione dei terreni esistenti e avviando la costruzione del grandioso palazzo e di varie e caratteristiche case coloniche, alcune delle quali ancora esistenti tuttora.

In seguito tutto questo complesso agricolo edilizio venne ereditato appunto dalla famiglia Benzi-Zecchini che lo mantenne compatto fino all’anno 1837, quando lo passò in qualità di lascito alla Pia Casa di Ricovero di Venezia.

Un settecentesco manoscritto della Biblioteca Marciana, narrando di questo palazzo caeranese, lo additava a titolo di dovizia e di grandezza di questa Famiglia definendolo “non meno magnifico di quello che possedevano a Venezia, con un brollo di cento campi tutti cinti di muro”.

Accanto al palazzo vi è la chiesetta eretta nel 1610, una scuderia, le cantine, i granai, le case per i gastaldi e vi era anche un laghetto, ora interrato.

La nobildonna Caterina Casser Benzi Zecchini, ultimo rampollo dei Benzi, muore il 27 gennaio 1837 e istituisce, col suo testamento redatto il 28 giugno 1828, erede universale delle sue facoltà la Pia Casa di Ricovero di Venezia, esigendo anche che la terza parte dei beneficiati sia scelta tra i poveri di Caerano; ma a questi, però, la Pia Casa di Ricovero negherà via via il diritto di fruizione di tali beni, condizionandone e tramandandone l’esercizio effettivo; a titolo di cronaca, si vuole ricordare che “la inventariata sostanza al 1837 consistette in beni fondi per campi 1497 circa, in un palazzo a Venezia nonché in capitali per £ 2.318.171 (di quell’epoca)”.

Troppo lungo sarebbe trattare tutti i risvolti di una battaglia giuridica che durò per circa trent’anni; solo nel 1863 si raggiunse finalmente un’accordo in forza del quale la Pia Casa di Ricovero si obbligava “di pagare in perpetuo alla Comune di Caerano l’annua somma di Fiorini 700 col quale prezzo essa provvederà ai bisogni dei propri poveri” e , dall’altro canto “dietro tale assegno perpetuo la Comune di Caerano rinunciava ad ogni e qualunque pretesa che avesse in passato creduto competerle” a riguardo del Testamento. Per amministrare la somma veniva istituita la Congregazione di Carità di Caerano, composta da quattro membri ed un Presidente, la quale dovette beneficare molto il paese.
Tra varie vicissitudini si arriva così ai giorni nostri quando, nel 1980, tra il Comune di Caerano di San Marco (TV) e la Pia Casa di Riposo di Venezia si avviano le trattative per il passaggio definitivo della proprietà del complesso “Villa Benzi Zecchini” al Comune stesso, arrivando alla conclusione nel 1985.

Si avviano i lavori di ristrutturazione che terminano nel 1993 e si pensa di utilizzare la Villa come Centro Culturale del Comune di Caerano di San Marco ed erigerla a Fondazione.
Nella Seduta Consiliare del 20 marzo 1990 il Consiglio Comunale delibera di provvedere alla costituzione della Fondazione denominata “Villa Benzi-Zecchini” avente lo scopo di sollecitare la partecipazione e la fruizione pubblica del complesso storico-immobiliare, costituito dalla Villa, dalle ex scuderie e granai ora trasformate in Teatro intitolato a G. Maffioli e dal parco circostante.